THE CLASH:
WHITE RIOT, BLACK RIOT

ONO ARTE CONTEMPORANEA- BOLOGNA-ITALIA

Una duplice conferma. 
Anche con questa nuova esposizione dedicata ai Clash, la Ono arte contemporanea si conferma una delle mete obbligate per chi si trova a Bologna.
La mostra è dedicata ai Clash visti attraverso le fotografie di Adrian Boot, Syd Shelton e Pennie Smithe e si compone di 40 scatti che rivelano un gruppo musicale nel pieno degli anni della rivoluzione socio-culturale, un periodo in cui la musica era arte che entrava nel mondo della politica, dell'attivismo, per andare contro le certezze e inserirsi a pieno diritto nella cultura underground.
Gli scatti sono accompagnati da un cartello che racconta come sono nate le fotografie, una breve storia che aiuta ad immergersi nel mood di quegli anni, davvero interessante, ad esempio, leggere di come è nato il famoso scatto finito sulla copertina di London Calling. Sempre ricca la zona dedicata allo shop con libri e proposte musicali sempre interessanti. Ottimo l'allestimento che si compone di un'illuminazione a regola d'arte e che da ad ogni quadro il giusto valore e rilievo. Non disturba neanche la scelta di affidare a dei semplici fogli bianchi il compito di raccontare la mostra, ma si adatta perfettamente allo stile informale che caratterizza la galleria. Personale al solito cortese ma poco presente: nessuno alla cassa ma un'addetta molto cortese e sorridente all'entrata. Credo che potrebbe essere utile all'ingresso accogliere i visitatori con un paio di informazioni generali ( non tutti sono degli abitué) e non essendoci un afflusso troppo massiccio credo che sarebbe un modo più che utile per donare alla galleria anche un aspetto più personale.
Parlo di conferma per questa mia visita in quanto ancora una volta la Ono arte contemporanea dimostra di avere le carte giuste per fare quel salto di qualità che però sembra non poter o, forse, non voler fare. Lo spazio è eccezionale, lo stile, la musica e i dettagli rendono la galleria uno spazio in cui è piacevole passare del tempo, magari degustando un bicchiere di vino; è privo di quell'aspetto a volte troppo asettico e formale di cui si vestono troppe gallerie, un luogo confortevole di cui però non si sfruttano tutte le potenzialità. Il piano inferiore spesso meno curato, in questa occasione è totalmente fuori dall'esposizione, spento e senza alcun utilizzo. Un peccato considerando l'ampiezza e il fascino che già l'ambiente possiede e che potrebbe fare da cornice ad eventi, esposizioni collaterali, letture e molto altro.
Ciò detto, ogniqualvolta la galleria propone una nuova esposizione non posso fare a meno di passare per dare un'occhiata; i temi e le scelte nelle esposizioni rimangono sempre eccezionali e fuori dalla norma; chissà che in futuro non ci siano cambiamenti.

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