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ADDIO ALL'ARTISTA CHRISTO

E' morto nella sua casa a New York Christo Vladimirov Yavachev all'età di 84 anni. La notizia è stata diffusa attraverso il sito  e le pagine social dell'artista il 31 maggio.

L'artista di origine bulgara era stato insieme alla sua compagna Jeanne-Claude, scomparsa nel 2009, uno dei massimi esponenti della Land art. Le sue opere hanno rivoluzionato e ridisegnato l'aspetto di strade, palazzi e ponti in giro per il mondo, in modo ogni volta più incredibile e folle.

Se ne va l'artista che pochi anni fa, nel 2016, aveva regalato all'Italia un'altra incredibile installazione, un'esperienza indescrivibile per chi ha avuto la fortuna di prenderne parte, The Floating Piers sul Lago d'Iseo.

I suoi lavori erano rappresentazione di una visione, una espressione inconfondibile che non andava letta in chiave politica, religiosa o sociale, ma che erano visione politica, come ha affermato in alcune interviste, raccontando la difficoltà soprattutto burocratica che comportava realizzare i suoi lavori.

Oggi salutiamo uno dei più gradi artisti del nostro tempo che ancora una volta non finisce di sorprenderci. Quest'anno avrebbe dovuto impacchettare l'Arco di Trionfo a Parigi, ma il progetto aveva subito un rallentamento a causa della pandemia ed era stato riprogrammato per l'autunno del 2021. La notizia che si apprende sui canali social dell'artista è che il progetto verrà realizzato e sarà l'ultima grande opera di Christo.

 
L'URLO DI MUNCH STA SBIADENDO

Secondo quanto emerge dagli studi dei ricercatori del Munch Museum di Oslo, il celebre dipinto dell'artista norvegese starebbe perdendo lentamente e purtroppo inesorabilmente, colore. Il fenomeno è particolarmente visibile nella parte un tempo dipinta di arancio-giallo del quadro che oggi svela una tinta bianco avorio.

Gli studi che stanno coinvolgendo gli esperti dal 2012, condotti attraverso raggi X, laser e microscopio elettronico ad alta potenza stanno rivelando la presenza sulla superficie del dipinto di strutture paragonabili a stalagmiti che altro non sarebbero che nanocristalli che stanno crescendo sul dipinto.

"I colori di fine Ottocento e inizio Novecento si stanno sbiadendo rapidamente a causa dei cambiamenti della verniciatura. Questi colori sono il risultato della macinazione manuale di minerali estratti dal terreno, mentre i pigmenti derivano da coloranti a base di piante e insetti. Solo con la rivoluzione industriale vennero commercializzate le tinture sintetiche a base di cadmio e cromo, che venivano poi diluite con olio e riempitivi", spiega Nicholas Eastaugh, fondatore dell'associazione Art Analysis & Research di Londra.

Il fenomeno osservato dagli studiosi sotto la guida di Jennifer Mass, presidente del Scientific Analysis of Fine Art lab, non coinvolgerebbe solo il dipinto di Munch ma circa il 20% dei dipinti espressionisti, impressionisti e fauves tra il 1880 e il 1920.

I ricercatori affermano inoltre che non si sta valutando di riapplicare nuove pigmentazioni sui dipinti ma piuttosto di agire in forma digitale. Probabilmente con un semplice movimento di smartphone saremo in grado di vedere il colore originale sulle tele.

BANKSY E LO SMART WORKING AL TEMPO DEL COVID-19

L'emergenza Covid-19 ha cambiato il modo di fare e vedere l'arte. Lo smart working in questo caso ha coinvolto anche il celebre street artist Banksy che ha postato sul suo profilo Instagram una fotografia che ritrae il suo ultimo lavoro.

I ratti che animano i suoi lavori questa volta si trovano all'interno di un bagno e sono intenti a interagire con gli oggetti che contiene. Il post è accompagnato da una frase, in perfetto stile Banksy, “Mia moglie odia quando lavoro a casa” che racconta con ironia la realtà che stiamo vivendo in questi giorni, forse anche accentuato dall'angustia che il bagno trasmette.

Sono tanti gli artisti che stanno proponendo i loro nuovi lavori rimanendo nelle proprie case.

Alcuni artisti tedeschi hanno esposto sui balconi le loro opere ma tanti sono coloro che stanno utilizzando i canali social per proporre qualcosa che ci faccia continuare a sentire l'arte e la cultura ancora vicina a noi. 

LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA SORPRENDE ANCORA

Aspettando la riapertura dei musei fissata per il 18 maggio, spunta una notizia dal museo Mauritshuis dell'Aia che ha come protagonista uno dei dipinti più celebri e apprezzati dal pubblico: La ragazza con l'orecchino di perla.

La direttrice del museo, Martine Gosselink, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa online: "Siamo molto più vicini che mai al dipinto".

L'opera eseguita da Vermeer tra il 1665 e il 1667 è stata recentemente sottoposta ad un massiccio esame scientifico che ha rivelato particolari rimasti a lungo ignoti.

Gli esami eseguiti con la scansione a raggi X hanno svelato la presenza di una tenda verde alle spalle della figura in primo piano ormai del tutto invisibile ad occhio nudo, ma non solo, delicate ciglia sottili sarebbero state un tempo visibili sugli occhi della protagonista del dipinto.

A stupire i ricercatori, tuttavia, è stata certamente la terza scoperta rivelata dalla scansione ovvero l'illusione generata dal fulcro del dipinto, l'orecchino di perla, che risulterebbe sospeso in aria non sorretto da alcun gancio.

Non è la prima volta che lo studio a raggi x ci rivela qualcosa di inaspettato sui dipinti del passato regalandoci l'idea di quello che dovevano essere un tempo.

L'ARTE TI SOMIGLIA

Quest'anno i giorni di Pasqua e Pasquetta hanno avuto un colore e un'atmosfera decisamente diversa. I tempi e la delicata situazione che stiamo vivendo ci hanno obbligato a vivere questa festività in una maniera che solo qualche mese fa non avremmo potuto neanche minimamente immaginare.

Proprio questi giorni di festa si sono colorati di una nuova interessante iniziativa del MiBACT che continua ad offrire proposte ed eventi che riescono a coinvolgere il pubblico di appassionati in maniera sempre creativa.

Nell'ambito del progetto #iorestoacasa propone di visitare attraverso i percorsi online che sempre più musei e gallerie stanno rendendo accessibili in questi giorni per scoprire somiglianze esistenti tra le opere e il nostro quotidiano. Il progetto si chiama L'arte ti somiglia, un'idea che sembra rinnovare ArT you ready rinnovando l'invito a rendere il pubblico sempre più parte attiva della vita dei musei e delle opere d'arte.

I partecipanti possono condividere gli scatti con l'hashtag #lartetisomiglia, che verranno resi pubblici sui profili social del Ministero.

L'idea è capace di coinvolgere certamente un numero molto vasto di persone e continua a mantenere vivo l'interesse per un mondo che in questo momento è fermo ma che sta facendo di tutto per rimanere attivo attraverso il digitale.

UFFIZI: DECAMERON IN RETE

   In questi primi giorni di marzo uno fra i musei più visitati in Italia ha deciso di lanciare un'iniziativa che aprirà le porte, anche se in maniera virtuale, al suo pubblico, per fronteggiare l'emergenza Covid-19 in maniera attiva e propositiva.

Il nome dell'iniziativa (#UffiziDecameron) richiama l'opera di Giovanni Boccaccio in cui dieci giovani per sfuggire alla peste che assediava la metà del Trecento decidono di rifugiarsi fra le colline fiorentine e scelgono di narrare ciascuno una novella al giorno per passare il tempo e distrarsi dalla difficoltà di quei giorni.

Così il progetto del museo fiorentino ci offre la possibilità di visitare le sue stanze nonostante la chiusura di questi giorni.

   Le piattaforme utilizzate saranno varie: Instagram, Twitter, Youtube e il sito web del museo, offerta ampliata anche dall'apertura di una pagina Facebook dedicata. 

Nel comunicato del direttore Eike Schmidt c'è la voglia di non chiudere ogni iniziativa artistica e culturale ma anzi di dare maggiore forza e cercare nell'inventiva e nella tecnologia nuova linfa vitale.

“Anche se i musei hanno dovuto chiudere le loro porte, l’arte non si ferma. Per questo da adesso ci rivolgeremo al nostro pubblico anche attraverso Facebook. I tesori degli Uffizi, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli vi terranno compagnia in queste settimane di comune impegno contro il diffondersi del virus. Oggi diamo inizio ad Uffizi Decameron: come nel capolavoro di Boccaccio, ogni giorno racconteremo le storie, le opere, i personaggi dei nostri bellissimi musei, unendoci nel nome della cultura, dell’arte e – perché no – dello svago. Gli Uffizi saranno con voi, nelle vostre case, per superare tutti insieme l’attuale momento di difficoltà. Evitiamo ogni contagio, tranne quello della bellezza”.

   Ad accompagnare questa iniziativa ci penseranno anche i minitour virtuali de La mia sala in cui gli assistenti museali proporranno storie, racconti e dettagli delle opere conservate nella Galleria.

Non solamente il museo fiorentino fra quelli che hanno adottato questo genere di iniziative che consiglio vivamente di seguire.

DUE MINUTI DI MAMBO

   La risposta del mondo della cultura italiana e di quella artistica in particolare alla sospensione dell’apertura dei musei disposta dal DPCM dell'8 marzo 2020 per il contenimento della diffusione del Covid-19 è stata quanto mai subitanea e interessante.

   Le proposte sono tante e stanno contribuendo a rispondere in maniera attiva all'emergenza.

Anche il museo di arte contemporanea di Bologna aderisce alla campagna web #iorestoacasa mediante l'iniziativa Due minuti di Mambo.

   Ogni giorno, dal martedì alla domenica, simbolicamente i giorni di apertura del museo, fino al 5 Aprile sul canale Youtube del museo viene caricato un video della durata di due tre minuti alle ore 15.00. 

   I temi trattati sono quattro:

 

° la mostra temporanea AGAINandAGAINandAGAINand,

°la collezione permanente MAMbo,

°il Museo Morandi

°e il Dipartimento educativo MAMbo.

Come sottolineato anche dal direttore artistico Lorenzo Balbi la mostra temporanea AGAINandAGAINandAGAINand in particolare, caratterizzata dal concetto del loop, sembra quasi uno specchio della realtà attuale che ci vede spesso rivivere delle giornate simili all'interno delle nostre case. Con Eugenio Riccomini abbiamo potuto riscoprire l'arte sempre tanto affascinante di Giorgio Morandi mentre l'area didattica offre anche l'idea originale di proporre qualcosa di interattivo da poter fare all'interno della propria abitazione.

Il programma è vario e molto valida anche l'idea di realizzare video molto brevi che possono attirare anche l'occhio dell'osservatore meno attento e interessato all'arte contemporanea, forse offrendogli un punto di vista nuovo che gli permetta di conoscere un settore che altrimenti non avrebbe mai provato ad esplorare.

Questa come molte altre iniziative, stanno aiutando i cittadini italiani a sentirsi uniti seppure lontani; tante sono le idee anche nel mondo della cucina, ad esempio, o della musica. Tutte votate ad un solo obiettivo: sconfiggere l'epidemia cercando allo stesso tempo di non far fermare le nostre vite, ma cercando nuovi metodi di espressione.

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