COLORI PROIBITI

SALA MANICA LUNGA PALAZZO D'ACCURSIO-BOLOGNA-ITALIA

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Partecipo alla mostra durante la serata d'inaugurazione e vengo accolta con gentilezza e cortesia dall'artista stesso che mi espone, poco prima dell'inizio, le linee guida per leggere la mostra.
Trovo il gesto molto utile e coinvolgente, capace di svelare in breve le chiavi che potrebbero sfuggire a chi non conoscesse l'artista.
Le opere sono disposte su pannelli lungo le pareti della sala Manica lunga di Palazzo d'Accursio; sala frequentemente adibita a tale scopo e, che proprio in virtù di questa duplice funzione, dovrebbe essere curata quel tanto che basta in più, per offrire le qualità necessarie alle esposizioni in mostra.
L'intervento dei relatori è quanto mai interessante, specie perché da vita ad una conversazione e ad un piccolo spazio di scambio di opinioni anche con i visitatori coinvolti in una mostra che, come spiegato, ha il sapore dell'iconografia medievale, in cui ritratti di personaggi storici importanti per il vissuto di Caruso, si susseguono su tele dai colori quanto mai vivaci, che non lasciano spazio alle sfumature.
Tanti i personaggi in mostra che muovono anche un forte interesse a rileggerne le storie attraverso gli elementi che li caratterizzano, piccoli oggetti tracciati sulla tela per definirli e riportarceli alla mente.
L'esposizione dura pochi giorni ma merita una visita, se ci si trova in città, per scoprire un pittore contemporaneo che opera nel bolognese.
Non vi è uno staff che lavori dietro l'esposizione che si staglia semplice sulle pareti della sala ricordando anche l'atmosfera intima dell'inaugurazione. 
Impossibile valutare quindi sia il personale che l'esposizione che sembra condizionata dalla collocazione della sala e dalle strutture già preesistenti.

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