CHRISTIAN JANKOWSKI. WHERE DO WE GO FROM HERE

GALLERIA ENRICO ASTUNI - BOLOGNA-ITALIA

 

Se dovessi dare un titolo che racchiuda le sensazioni avute durante questa esposizione sceglierei: Seconda prima impressione.

Ho letto della mostra su internet e, non avendo mai preso parte a nessun evento organizzato dalla Galleria Astuni, decido con questa mostra di fare la mia prima visita.

La galleria si trova non troppo lontana dalla stazione dei treni e degli autobus di Bologna, una posizione fortunata se non fosse che la zona da una sensazione di degrado, che scompare già pochi passi più avanti, dove ci si trova già faccia a faccia con una delle vie principali che incrociano la città.

Trovare la galleria non è stato troppo semplice e girare tra i vicoli di quella parte della città mi ha dato un'impressione poco invitante; ma una volta all'interno vengo accolta con molta cortesia e gentilezza da una delle addette della galleria, che mi spiega alcuni cenni su artista e mostra e mi invita a fare qualsiasi domanda mi passi per la testa. E di domande se ne presenteranno alcune subito dopo.

La mostra, comespiegato già all'ingresso, si articola per tutto lo spazio della galleria, cucina, uffici e magazzino compresi, invitando il visitatore ad esplorare spazi che generalmente gli vengono preclusi. Un senso generale di imbarazzo si diffonde in chi si insinua all'interno della mostra, scusandosi quasi per un'intrusione; sensazione che forse sarebbe semplice attenuare con dei cartelli che invitino il visitatore in esplorazione, a varcare le porte rasserenato dalla consapevolezza di non trovarsi fuori posto.

Piccoli accorgimenti necessari anche nel magazzino, adibito in questa occasione, a sala video per ripercorre la performance che ha segnato l'apertura dell'esposizione. I video trasmessi sono piuttosto lunghi e dotare lo spazio di una poltrona o di semplici sedie renderebbero più piacevole la permanenza, penso anche al caso di visitatori più anziani che ne potrebbero usufruire.

Si tratta di piccole attenzioni ma capaci di fare la differenza.

La Galleria Astuni con questa mostra regala un altro esempio di apertura dell'arte contemporanea al pubblico.

L'artista in mostra, Christian Jankowski, riesce, attraverso la suggestione di uno scatto realizzato in Cina, nella creazione di un ambiente in cui lo spettatore può prendere parte attiva, pratica comune nei suoi lavori, e che in questo caso raggiunge risultati quantomai interessanti e inconsueti.

Diversi i mezzi di espressione usati che sembrano ripercorrere i passaggi che hanno segnato la storia dell'arte contemporanea attraverso un linguaggio diverso ma efficace e figlio di uno stesso progetto, di una visione di coinvolgimento che non può che attrarre il visitatore, e avvicinarlo all'arte contemporanea.

 

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