ANTHROPOCENE

MAST - BOLOGNA - ITALIA

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Un forte invito alla riflessione. Questa è la sensazione che Anthropocene trasmette nell'osservatore.
Il termine definisce l'impatto che l'uomo ha lasciato e continua a lasciare sulla terra. Ogni mutamento, ferita e impronta rilasciata viene documentata dalle fotografie di Edward Burtynsky e i film di Jennifer Baichwal e Nicholas De Pencier.
La mostra si articola in quattro sezioni: photogallery, foyer, gallery e auditorium. Uno degli aspetti più degni di nota e apprezzabili è dettato dal forte impatto interattivo e coinvolgente dato all'intero allestimento fin dall'ingresso nella sala principale dove un corridoio dall'aspetto quasi ipnotico, composto di meccanismi in continuo circolo ruotano mentre dei suoni che sembrano usciti dalla villa di Edward Mani di forbice, quasi infantili e onirici ci accompagnano alla mostra vera e propria.
L'incredibile impatto dato dalle fotografie di dimensioni considerevoli di Burtynsky è un altro degli aspetti che più mi hanno fatto apprezzare questa esposizione.
Il Mast è uno spazio elegante, curato in ogni particolare e molto vasto; aspetto molto positivo per quanto riguarda le possibilità negli allestimenti ma che risulta essere anche una piccola pecca in quanto nel percorso dell'allestimento molto spesso dispersivo. Fortunatamente il personale (un gruppo molto nutrito) presente durante l'evento è stato sempre pronto a venire incontro e rispondere ad ogni quesito.
Il percorso si conclude con il concetto che ho voluto sottolineare all'inizio della recensione: la sensazione e l'impatto che la mostra ha lasciato sul visitatore. Alla fine del percorso infatti si viene invitati a esprimere il propio stato d'animo di fronte a quanto visto e a provare a considerare e migliorare il proprio impatto sull'ambiente.
Davvero una mostra degna di nota, consigliata!